Tarocchi psicomagici: la Temperanza. La giusta misura.

Aggiornato il: nov 19

La Temperanza è l'Arcano Maggiore n°14 del Tarot. La lama rappresenta una donna "angelicata" che travasa dell'acqua da una brocca all'altra, pazientemente. La sua veste - metà blu, metà rossa - simboleggia la perfetta armonia dei contrari. La cartomanzia attribuisce a questo Arcano il significato del sereno fluire della vita. La carta annuncia una trasformazione felice oppure, nel suo senso opposto, un'eccessiva prodigalità, un dispendio inutile di energie.


La Temperanza è un angelo, un angelo che arriva dopo il lungo e profondo lavoro dell’Arcano senza nome... La Morte ha spazzato via l’inutile, creando il vuoto necessario per l’arrivo del Nuovo.


Ora il sangue, le energie, possono circolare liberamente. Ci siamo disintossicati. E’ arrivato il tempo della pace e della guarigione. Miracolo di ogni malattia.


Come il suo corrispettivo nella serie decimale, l’Imperatore, anche la Temperanza è retta dal numero 4, numero di stabilità. Questo angelo ha i piedi per terra, è ben ancorato al suolo, anche se le sue grandi ali possono permettergli di spiccare il volo in qualsiasi momento.



Temperanza significa controllo delle pulsioni, moderatezza, misura... Cromaticamente, questa unione dei contrari (rosso e blu) ci porta al viola, sintesi dell’attivo e del passivo, e colore simbolo del mistero della creazione, dell’invisibile. Dei segreti.


Con la quattordicesima lama del Tarot, la cui origine è la Forza (Arcano XI) e il suo complemento è la Giustizia (Arcano VIII), ci troviamo qui in presenza della quarta virtù cardinale.


La temperanza, conosciuta anche come Le Due Urne, o il Genio solare, è l’archetipo della filosofia pratica, la flessibilità che ci permette di adattarci alle situazioni della vita.


Alchemicamente parlando, la Temperanza allude ai processi di distillazione, di purificazione, all’evoluzione della materia.

La prima letteratura specifica sulla distillazione e sugli alambicchi sorse in Italia tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo, quando il maiorchino Raimondo Lullo, iscritto alla facoltà di Medicina dell’Università di Bologna, utilizzo' in uno dei suoi appunti la parola «alcohol» per la prima volta....


Col passare del tempo, il termine alcool cambiò significato, sino ad essere attribuito a qualsiasi materia sottile che rappresentasse la vera «essenza delle cose».


Tra il XIV e il XV secolo si diffuse, cosi', il concetto di quinta essentia: l’alcool era considerato il quinto elemento vitale della Terra, insieme ad acqua, aria, terra e fuoco. Gli alchimisti sostenevano che il liquido ottenuto per distillazione conteneva una concentrazione degli elementi essenziali di qualsiasi sostanza, le cui caratteristiche e proprietà risultavano determinate dal suo “spirito”.


E’ di tutto questo che l’Arcano XIV viene a parlarci.


Simbolo per eccellenza dell’Alchimia, la Temperanza ci ricorda che l’individuo, morto e putrefatto - cosi' come viene presentato dall’Arcano XIII, Arcano senza nome - è sottomesso all’abluzione. La Temperanza lo fa passare dal nero, al grigio e infine al bianco. E’ la sua Grande Opera.

Ecco lo spirito che entra nella materia, simbolo di tutte le trasfusioni spirituali. Il Genio alato realizza e incarna sul piano materiale le opere della Giustizia, ma non crea niente per se stesso.


La Temperanza si accontenta di travasare un liquido da un recipiente all’altro, senza mai perdere una sola goccia.


Solo i recipienti cambiano forma e colore... tutte queste cose ci fanno pensare al dogma della reincarnazione, della trasmigrazione della anime. Basti pensare che in greco classico, l’atto di travasare qualcosa da un recipiente all’altro è sinonimo di metemspicosi...


Parole chiave

Armonia, acqua, accomodamento, risoluzione, guarigione, rigenerazione, Acquario, nutrizione, democrazia, solidarietà, eccesso, sterilità, impoverimento, inaffidabilità, ritardi, disarmonia, devozione, angelo custode, protezione.


E se la Temperanza ti parlasse...

Io sono nei numeri doppi che aprono la conversazione, sono nelle coincidenze fortunate che ti fanno sorridere. Io sono nei ritorni di fiamma, nella puntualità del destino che alla fine risponde alle tue domande.

Io sono in ogni parola della tua intima preghiera.

E nella preghiera mi troverai sempre, in ascolto assoluto

- Tratto da Nostos, Archetipi Narratori

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