Tarocchi psicomagici: la Forza. Siamo pazzi legati in camicie di sforzi.

Aggiornato il: nov 19

La Forza è l'Arcano Maggiore n°11 del Tarot. La lama rappresenta una giovane donna che porta un copricapo a forma di 8 rovesciato, simbolo dell'infinito ∞ e tiene aperte le fauci di un leone con estrema calma e dolcezza. Più che ad una vera a propria possenza fisica, l'Arcano allude sempre alla forza interiore. E' l'intelligenza dello spirito finalmente in grado di dominare gli eventi.


La Forza e l’undicesima lama del Tarot e simboleggia la forza di volontà diretta verso la realizzazione dei valori morali. Questa volontà, in realtà, l'abbiamo già incontrata... solo che era orientata verso altre direzioni: si concentra sull’equilibrio interiore nel Bagatto, irradia e domina l'avanzamento nel Carro, aspira a slanci mistici nell’Eremita.


In questa posizione, la Forza è una sorta di vento spirituale che soffia sull’intero Tarot, è applicata alla purificazione, base e sostegno di ogni via spirituale, di ogni allenamento mistico, magico o occulto.


L'Arcano XI è, infatti l'archetipo della purezza morale, dell’innocenza perfetta. Qui, a risolvere tutte le ambivalenze della Ruota della Fortuna e a mostrarci che siamo sempre in grado di dominare le situazioni della vita è una giovane donna, dolce e graziosa.


Come il Bagatto, anche la Forza indossa il lemniscata a mo’ di cappello e, con estrema dolcezza, tiene aperte (o forse chiuse!) le fauci di un leone. Questa forza qui, insomma, non ha niente a che fare con lo sforzo fisico, con la violenza, con lo sforzarsi... non è la forza di Sansone, né di Ercole.



Qui siamo davanti all’esercizio di una potenza femminile, tutta interna, molto più irresistibile nella sua dolcezza di tutte le esplosioni della collera e della forza bruta.

Uccidere il leone non servirebbe a nulla, ciò che conta è riuscire a utilizzare la sua energia, a canalizzarla. Allo stesso modo, l'iniziato non disprezza nessuna creatura che gli è inferiore, ma considera sacro ogni istinto, anche il meno nobile, perché sa che questo è alla base di ogni azione.


Ciò che è vile non va distrutto o ignorato, ma trasmutato e nobilitato, come il piombo che diventa oro nel processo alchemico. Simbolicamente, l'Arcano XI ci illustra quel comune meccanismo psicologico che permette di “domare” le forze oscure dell’inconscio per riuscire a realizzare il meglio di noi stessi, in piena coscienza.


Inaugurando la seconda serie decimale del Tarot, la Forza apre la strada alle energie inconsce e animali, controllandole. La giovane donna si appoggia su un unico piede, le cui sei dita corrispondono ai sei denti della belva, nonché alle sei dita della mano del Bagatto.

Vediamo qui un’altra allusione nascosta all’Arcano I, oltre a quella più evidente del cappello ricettivo a forma di infinito. E infatti, i due archetipi sono profondamente collegati.


Ma se il Bagatto conduce la sua azione dall'ombelico in su, quindi verso l'alto, la Forza agisce nella direzione opposta, dall’ombelico in giù: le sei dita del suo unico piede visibile potrebbero quindi stare a significare l'eccezionale capacità di ancorarsi alla terra, di possedere una forza solida e stabile.


Questa forza qui è “cosciente” dalla testa ai piedi.

Ma è anche una forza sensuale, o meglio una forza che trae la sua linfa vitale da un centro energetico di tipo sessuale. Ce lo fa capire bene la posizione della belva, collocata all’altezza del pube della vergine. L'animale comunica con il mentale e il mentale comunica con l'animale. È per questo motivo che le fauci possono essere, a seconda dei casi, da aprire o da chiudere, in un gioco delle parti che ora libera la bestia, ora la confina.


Fra le due dimensioni, però, non c'è lotta di potere, non c'è conflitto: arresa e dominazione sono due facce della stessa medaglia.


Parole chiave

Passione, tenacia, forza, esperienza sessuale, fecondità, ambizione eccessiva, frustrazione, amoralità, arrivismo, zelo, lavoro faticoso, intensità espressiva, generosità, energia, donna influente, adolescenza, distruzione, fame divoratrice.


E se la Ruota della Fortuna ti parlasse...

Con le mie mani tra le tue fauci dorate, con l’ombelico sacro contro la criniera ardente, io sono la tua forza-divina. Io risveglio il drago-serpente. Kundalini.


Abita il sottosuolo, il drago-serpente, vive nell’oscurità perché è lì che giace la vera conoscenza. Nel buio non vedi, credi. Il drago-serpente è un atto di fede.


Abbi fede in te.

- Tratto da Nostos, Archetipi Narratori

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