Coronavirus, ovvero la superiorità della malattia nella scala evolutiva

Nel suo bestseller "I Maestri Invisibili", Igor Sibaldi racconta la sua personalissima esperienza con gli spiriti guida, benevoli e sapienti entità che insegnano all'autore un modo nuovo di vedere se stesso e il mondo. Tra le tante appassionanti lezioni, ce n'è una che riguarda proprio il rapporto dell'uomo con la malattie. "Cos'è il virus?", chiede Igor al suo Maestro Invisibile. La risposta : "è l'essere vivente più evoluto di tutti".


In questo articolo troverai un estratto degli ultimi capitoli del libro. Un'insolita conversazione tra l'Ego (l'autore) e il suo Sé Superiore (lo spirito guida) a proposito della superiorità delle malattie nella scala evolutiva...



Quali sono gli esseri più evoluti di tutti?

Tra gli esseri viventi? Le malattie, senza dubbio.

Le malattie?

Tra gli esseri viventi, si. Le malattie sono il più alto livello evolutivo raggiunto da esseri del vostro mondo: la più complessa forma di adattamento, e la più grande.

Vuoi dire le malattie vere, lebbra, vaoilo, influenza?

Certo. Sono gli esseri più complessi e invulnerabili, non muoiono mai, sono troppo evoluti anche per morire. Per esempio, hanno raggiunto la più alta maestria nell'uso degli spazi intermedi tra la loro sostanza vitale, cosa che voi avete cominciato a tentare solo nel pensiero, e con grande timore.

Gli spazi intermedi?

La distanza tra i tessuti, tra le molecole, tra le energie vitali di uno stesso organismo. In voi questa distanza è insignificante, nelle malattie è immensa, e infatti sono organismi immensi. Sono immense e sole, troppo evolute persino per trovare compagni.

Ma non sono una moltitudine di germi, batteri?

No, i germi e i batteri sono ciò che riuscite a vederne voi con i microscopi. Ma credere di vedere le malattie con i microscopi è come voler vedere la forma di un uomo studiando al microscopio una sua cellula.

Ogni malattia è un essere intero, una specie di immenso corpo.

Certo. Un sistema, come il vostro corpo, ma infinitamente superiore. E infatti l'unica cosa che la malattia può fare ancora è insegnare: dato che è talmente superiore a tutti gli altri esseri, qualunque cosa fa è per forza per un insegnare, agli organismi, alle anime.
Le malattie uniscono popoli e culture diverse tra loro, insegnando a tutti i corpi e a tutte le menti una quantità di cose, che voi per lo più non vi accorgete mai né di aver capito né, tanto meno, da chi le avete capite. Il che alle malattie non importa affatto. Sono davvero esseri troppo evoluti e non si curano del vostro io individuale, che è molto più indietro rispetto a loro.
Alle malattie importa soltanto che le cose che insegnano comincino a esistere negli esseri, nelle loro fibre. Perciò entrano nei corpi: li abilano, li diventano un po' e, quando i corpi muoiono o guariscono, le malattie proseguono, lasciandosi dietro ogni volta esseri con fibre più sapienti.

Ma uccidono oltre ad insegnare!

Non è che uccidano. E' che un essere, o impara o muore. E' la legge di tutti. Le malattie hanno imparato.

E cosa insegnano?

Ciò che sono. Cos'altro si può insegnare? Insegnano sistemi: modi di pensare e di risolvere, circuiti del pensiero e dell'energia. Per lo più come ti ho detto, voi non vi accorgete di impararli: rimangono nelle vostre fibre, e solo dopo molto tempo dopo la malattia cominciate pian piano a usarli, e a volte soltanto millenni dopo cominciate a capirli.

E prima com'erano le malattie? Prima di evolversi tanto?

Erano energie. Erano le energie delle passioni: quelle che una volta dipingevate come draghi. Era una buona ipotesi, quella dei draghi: quando pensavate che le passioni fossero mostri alati con le squame.

[...]


Così le malattie sono arrivate al punto estremo e non si evolvono più?

Si e no. Il futuro finisce, e più in là delle malattie non c'è niente, nel vostro mondo. Ma più in là le malattie cambiano ancora, si evolvono ancora, ed è un cambiamento che le porta in un'altra sfera, perché nel vostro mondo non potrebbero diventare nulla di più perfetto.
Diventano Angeli.

Alle malattie crescono le ali e diventano Angeli?

Più o meno. Le loro dimensioni aumentano, il loro essere cambia ancora, e diventano Angeli. Anche per questo le malattie sono portate ad insegnare, e a spostarsi tanto, e non trovano un compagno: perché procedono verso questa evoluzione angelica; presentono già questo destino di Angeli messaggeri.

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