Ritorno al Futur(ismo): "Al popolo tutte le libertà, tranne quella di essere vigliacchi"

Correva l'anno 1912, quando le Edizioni Futuriste Poesia pubblicavano a Milano il più famoso dei Manifesti della letteratura italiana. Oggi, a più di un secolo di distanza, vi ripropongo queste parole febbrili e militanti, volte ad eccitare l'orgoglio nazionale e a svegliare i vigliacchi dal loro torpore. Parole magiche, di grande attualità, che alla luce dei questi tempi sfidanti acquisiscono adesso significati completamente nuovi.


11 maggio, 1912. Scrive Filippo Tommaso Marinetti:


Vogliamo che l'Italia appartenga ai giovani italiani, poiché dei giovani, combattendo ora nella Tripolitania conquistata, hanno finalmente rivelato all'Italia la sua coscienza nazionale.

E' sempre stata una questione di Coscienza. Individuale o collettiva, sveglia o dormiente, questa luce che ci portiamo dentro è il bene ultimo dell'Umanità, il suo valore intrinseco

e inestimabile. Un valore che va ben oltre la ricchezza materiale, le intelligenze logiche, la stessa forza di Volontà. E questo perché la Coscienza è quella parte di noi che è e resterà sempre totalmente libera.