Sincronicità: i 7 segnali inequivocabili

Da sempre, l'Uomo fa l’esperienza di strane coincidenze, di fenomeni fortuiti e “scherzi della sorte” che arricchiscono la sua vita di senso, ma restano tuttavia senza alcuna spiegazione logica. Chi ha già sentito parlare di Sincronicità?

Kammerer, biologo e zoologo austriaco, riteneva che le coincidenze sono la manifestazione di un principio universale della natura, anche se operano indipendentemente dalle leggi di causa-effetto.


Nel libro dal titolo Das Gesetz der Serie (La legge della serie), Kammerer racconta alcuni aneddoti su 100 coincidenze che lo hanno portato a formulare la sua teoria della serialità.

Secondo il biologo, tutti gli eventi sono collegati da ondate di serialità. Queste forze sconosciute provocherebbero quello che noi percepiremmo come picchi, o raggruppamenti di coincidenze.


Influenzato dalle idee di Kammerer, Carl-Gustav Jung riprese parte del suo lavoro per approfondire in seguito la sua teoria sulle leggi della sincronicità e della serialità.

Per Jung la Sincronicità è "un principio di nessi acausali", ovvero un legame tra due eventi che avvengono in contemporanea e appartengono a un medesimo contenuto significativo, come due orologi che siano stati misteriosamente sincronizzati su una stessa ora.


Gli eventi sincronici si basano sulla simultaneità di due diversi stati mentali.
Ecco quindi il concetto generale di sincronicità nel senso speciale di coincidenza temporale di due o più eventi senza nesso di causalità tra di loro e con lo stesso o simile significato. Il termine si oppone al 'sincronismo', che denota la semplice simultaneità di due eventi. La sincronicità significa quindi anzitutto la simultaneità di un certo stato psichico con uno o più eventi collaterali significanti in relazione allo stato personale del momento, e - eventualmente - viceversa.
Voglio dire per sincronicità le coincidenze, che non sono infrequenti, di stati soggettivi e fatti oggettivi che non si possono spiegare causalmente, almeno con le nostre risorse attuali.