Lezioni di Chiromanzia - 2. I monti

L’origine dell’arte chiromantica si perde nella notte dei tempi. Ne parlano già le Sacre Scritture, più precisamente il libro di Giobbe: “nella mano di ogni uomo Dio pone un segno, affinché ognuno conosca le opere sue.”

Quali segreti, quali grandi rivelazioni nasconde il palmo della tua mano? Continuiamo con la seconda lezione di Chiromanzia: i monti.


Apri la tua mano, cosa vedi? All’interno del palmo, alla base delle dita, ci sono delle parti carnose, dette monti.


Secondo la Chiromanzia classica, è proprio attraverso i “monti” che la nostra mano subisce la diretta influenza di astri e pianeti. E’ importante precisare che, contrariamente a quanto accade alla forma del palmo e alla lunghezza delle dita - tratti immutabili che ci accompagnano sin dalla nascita - l’ampiezza e la durezza dei monti può, invece, cambiare con il passare del tempo.


Allo stesso modo, la tradizione astrologica ci insegna che anche le energie e le influenze dei pianeti cambiano, a seconda dei transiti e dei vari aspetti che formano le cielo e con il nostro tema natale.


Ogni monte è un piccolo tempio offerto agli dèi, i cui favori non vanno mai dati per scontati. Gli dèi possono mostrarsi particolarmente generosi nei nostri confronti, ma anche capricciosi e imprevedibili.


Per scoprire qual è la tua “divinità” predominante, prova a chiudere la mano quasi a voler formare una coppa e identifica il monte che emerge maggiormente, quello più visibile.

Se questo è alla base del pollice, ci troviamo al cospetto di Venere. Il monte di Venere

indica una predisposizione naturale all’estetica e all’edonismo, ma anche il bisogno di ottenere gratificazioni costanti e piaceri immediati. Vigore, entusiasmo per la vita, carica sessuale... Tanto più questo monte è prominente, quanto più queste qualità sono accentuate.


Allo stesso modo, un monte di Venere inesistente indica non poche rigidità nel modo di gestire le relazioni e anche scarso interesse per le questioni legate alla famiglia.



Giove, invece, è collocato nel piccolo monte sotto il dito indice. E’ il monte dell’estroversione, del carisma e della generosità. Se è ben visibile può indicare una persona dominante, egocentrica e anche un po’ aggressiva. Se è piatto o inesistente, racconta di una scarsa fiducia in se stessi e di un sentimento costante di inadeguatezza.


Se il monte di Giove si sviluppa, invece, in modo equilibrato e senza predominare sugli altri, possiamo godere di una sana autostima e saremo spontaneamente mossi ad aiutare gli altri.



Sotto al dito medio si trova il monte di Saturno, tempio dell’introversione e delle forze del fato. Se il monte si presenta alto e ben sviluppato la persona tenderà alla malinconia e all’estraniamento, mostrandosi particolarmente cinica nei confronti della vita. Quando il monte è basso e poco visibile, invece, la persona potrebbe rivelarsi superficiale e assai disorganizzata.


Secondo alcune tradizioni, inoltre, la totale assenza del monte di Saturno non è un dato da sottovalutare.


Annoverato tra i “segni funesti”, questo tratto invita ad esplorare il resto della mano, per una maggiore presa di coscienza.




Il monte di Apollo si trova sotto l’anulare. Apollo protegge le arti, la capacità creativa e l’amore per le cose belle. Se il monte è alto e carnoso, la persona è stravagante e orgogliosa, nonché piuttosto attaccata alla ricchezza e alla ricerca della celebrità.


All’opposto, un monte di Apollo basso e poco sviluppato indica una persona con scarsa immaginazione e poco vitale, che può spesso apparire pedante e noiosa agli occhi degli altri.



E proseguiamo la nostra passeggiata tra i monti proprio sotto il dito mignolo, in presenza di Mercurio, divinità dell’eloquenza, degli scambi commerciali e della comunicazione. Un monte di Mercurio equilibrato rende particolarmente abili in tutti questi ambiti, offrendo a chi lo possiede un’eccezionale agilità di pensiero e grande diplomazia.


Quando il monte di Mercurio è troppo sporgente, può indicare un’attitudine alla menzogna e alla manipolazione. Se, invece, è scarno e poco visibile, la persona dovrà lottare spesso per vincere la sua eccessiva timidezza.



Appena sotto il monte di Mercurio è situato quello di Marte, tempio della determinazione e del coraggio. Quando questo è sviluppato e rigido, la persona è impavida e resiliente, non si lascia facilmente abbindolare.


Quando il monte di Marte è morbido e soffice, invece, chi lo possiede tenderà a farsi comandare a bacchetta.


Secondo alcune tradizioni chiromantiche, esisterebbero in realtà due monti di Marte: uno negativo, situato esattamente sotto il monte di Mercurio e correlato alla forza d’animo, all’autocontrollo e alla perseveranza, e uno positivo, situato sulla parte opposta e sopra il monte di Venere, sull’attaccatura superiore del pollice. Se ben pronunciato, quest’ultimo esprimerebbe la capacità di mobilitare forze, risorse e alleati per superare ogni difficoltà della vita.




Ormai raggiunta la parte opposta della mano, non ci resta che esplorare il monte della Luna, alla radice del pollice. E’ il luogo dell’immaginazione, dei misteri e dell’emotività.


Quando il monte è pronunciato, la persona esercita un forte carisma, è fantasiosa e spirituale, amante della natura e della bellezza. Quando è basso, la persona sarà invece affetta da depressioni, facile preda delle sue emozioni. Quando il monte della Luna è piatto, infine, anche le cose del cuore s’appiattiscono: i sentimenti diventano duri e l’approccio al mondo è più materialista.



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