17 modi di pregare (senza darlo a vedere)

Sin dalla notte dei tempi, il "senso del divino" si esprime attraverso una sorta di emotività religiosa, fatta di riti e cerimonie, di canti e parole. La preghiera, in particolare, ha sempre rappresentato lo sforzo degli uomini di comunicare con i mondi sottili, con "entità" incorporee e metafisiche: antenati, guide, santi, archetipi, divinità...

Lungi dall'essere una ripetizione fine a se stessa di parole e formule cantilenanti, la preghiera ci racconta la nostra capacità di avvicinarci all'Assoluto. Questo articolo è dedicato all'orante fiducioso quanto a chi si è sempre sentito lontano dalla preghiera.


Ecco 17 "vie" per accedere all'Invisibile,

17 modi di pregare senza darlo a vedere.



Scrive Athos A. Altomonte, in Alchimia spirituale:

Il contatto con lo spirituale va considerato, a tutti gli effetti, l'equivalente d'una funzione biologica, e come del tutto normale e naturale per una parte dell'uomo.
Trascurare quest'attività, sarebbe come atrofizzare il proprio Principio, l'attivazione del quale, va sottolineato, è indipendente dal Sistema (d'invocazione) usato.

Lo stesso Jung sottolineava infatti che “la maggior parte delle nevrosi è causata dal fatto che molti vogliono restare ciechi alle proprie aspirazioni religiose, al seguito d'una passione infantile per i lumi della propria ragione.”


Ecco perché, quando si parla di preghiera, la vaga ripetizione di formule e orazioni non solo non è sufficiente, ma diventa anche una delle attività più tediose e inutili, capace di spegnere per sempre lo "slancio sacro" che è dentro di noi.


Una preghiera è tale quando tutto il nostro essere - o Fuoco, come lo definiscono gli Alchimisti - vi prende parte:


Bisogna che l'Uomo Interiore voglia che l'Uomo del Desiderio stia attento e dinamizzi ciò che labbra e cervello emettono congiuntamente.

Come si fa a pregare, quando ci si sente totalmente estranei alle cose dello Spirito?


In questo magnifico testo, Maurice Bellet, sacerdote e psicanalista francese, esplora alcune piste interessanti, avventurandosi fuori dai sentieri battuti...


Ecco 17 modi di pregare senza dare nell'occhio. Senza credenze e senza dogmi.


1. Camminare su e giù in una bella chiesa romanica, come ad esempio quella di Saint Philibert di Tournus, abbastanza grande, oppure in una delle chiese gotiche di Chartres, Reims, Bourges, o in una chiesa barocca, come la Wieskirche... e non pensare a niente, proprio a niente. Lasciare che la pietra canti, che il luogo ci dica cio' che ha da dire e che se ne vada, dopo un po', senza fretta.

2. Leggere un libro che porti un messaggio forte e di Verità; senza avidità di conoscenza, senza la pretesa di dibatterne razionalmente, ma solo per il gusto di leggere, per amore delle parole vere. Aprire la porta profonda a ogni pensiero che arriva grazie a questa lettura, lasciandolo riposare in pace perché dia poi i suoi frutti.

3. Aprire le Sacre Scritture, sfogliare semplicemente il Libro e partire in sogno... Immaginare il proprio testo sacro, raccontando storie che smuovano i nostri vecchi miti di crudeltà, trionfo, di sensualità, disperazione, amore e carità con il perfetto narcisismo di tutte queste cose. Dentro il testo, poi, leggere appena due parole.

3. Fare una richiesta al Padre Nostro, una soltanto.

4. Essere dispiaciuti di non saper pregare, gemere interiormente tutto il giorno di quell'essere incapaci della minima invocazione, del minimo pensiero ispirato. Essere freddi, aridi, assenti e felici altrove senza Dio, senza Spirito, senza niente di tutto questo...

Infine, decidere di affidarsi a Dio e attendere, fuori da ogni pensiero.



5. Dormire, mentre il cuore è sveglio.

6. Come un bambino, dire le cose a Dio in preghiera; essere nella supplica, nella rabbia o nella tenerezza, nel rimpianto o nel giubilo... Quando parliamo a Dio con il cuore bambino quasi non ce ne accorgiamo, torniamo innocenti, all'alba della vita, genuinamente intatti come la Volontà divina.

Conversare banalmente del più e del meno e, tutto a un tratto, trovarsi a parlare dell'essenziale, della vita, della morte, del futuro dell'umanità, dell'amore, della verità, di Dio forse, e forse no, della religione cristiana, del grande Cammino di ogni uomo. Parlarne senza odio, senza polemica, senza ipocrisia, ma perché in quel momento, quella conversaione conta per noi più di ogni altra cosa. E allora succede che l'Altro ascolta, e il fondo del suo cuore è totalmente aperto.

9. Aprire un testo sacro e basta. Non è un libro, non è il Libro, è il luogo della Parola che si ascolta al di là delle parole, sogno senza sogno a margine del testo, perfettamente risonante con i molteplici aspetti della vita nostra vita; sorgente invisibile, pensiero, immagine, un insieme di parole sobrie e moti del cuore. La Lettera sacra è necessaria allo spirito.

10. Desiderare, desiderare ardentemente, disperatamente. Desiderare fino al dolore e all'angoscia, fino al grande vuoto amaro; desiderare che sia altrimenti, desiderare la fine delle crudeltà, delle follie, della stupidità, dell'abiezione; desiderare l'allegria, la luce, la tenerezza. Avere tanta fame e tanta sete di un mondo diverso, di un se stesso diverso.

11. Scrivere per piacere, per il gusto di farlo, per vedere la scrittura; scrivere per ascoltare ciò che il rumore ordinario copre o confonde. Lavare le parole finché non diventano tutte pure e rotonde e lisce; percorrere le parole come sentieri abbondanti oppure rifarle, rifare indefinitamente ciò che si è scritto, avvicinarsi un po' di più a ciò che manca e insistere; andare verso quel punto, laggiù, che comunica con il sopra e con il sotto di ogni parola.

12. Ascoltare la musica, ad esempio la Messa in si minore" di Johann Sebastian Bach, specialmente Incarnatus, Crucifixus, Resurrexit, o qualcos'altro, non necessariamente musica sacra. Ascoltare in profondità, ascoltare il canto del nuovo Orfeo presente in tutta la musica umana. Se possibile, cantare se stessi o suonare uno strumento.

13. Rimanere nella pace che è l'armonia tra tutte le forze; oltre la tempesta, oltre la serena astensione, oltre l'abbandono volontario degli eroi. Nell'armonia tra la forze, che è la pace, si dimora con umiltà, dentro i giorni più mediocri, senza superbia, senza conoscenza e, talvolta, senza grazia.

14. Uscire dalla chiesa, allontanarsi dalla celebrazione perché non ce la facciamo più, perché non possiamo più restare a causa della troppa intensità, a causa dell'altezza che dà la vertigine, l'altezza di ciò che si suppone si faccia lì dentro, in contrasto con il fallimento straziante di quanto accade là fuori. Uscire dalla chiesa senza scandalo, senza contestazione, con tristezza e desiderio.


15. Dubitare, dubitare intensamente di Dio. Cosa? Volete dirmi che esiste un Dio, buono e onnipotente, che permette tutta questa crudeltà nella natura? L'infernale crudeltà degli uomini, i bambini affamati, i popoli sfruttati e poi, nevrotici, gli idioti, gli alcolizzati... Bella davvero, l'immagine di Dio!


Obiezioni, obiezioni, e ancora altre obiezioni. Assomiglia a questo l'agonia di Dio nel cuore dell'uomo di fede. Ha risposto cento volte, ma resta un'assenza. Pregare è come vegliare su di Lui, fare luce nel buio.

16. Fare attenzione non alle immagini, né al testo, né al luogo, né all'ora, né alla parola che scaturisce dal cuore, né alla ripetizione stanca e attenta, nemmeno al silenzio... ma semplicemente alla Realtà, terribilmente reale e piatta: le cose, la superficie di ogni conversazione senza scopo e senza senso, ai compiti quotidiani; mangiare, sognare, dormire; fare attenzione alle sofferenze indicibili, talmente dolorose da toglierci l'energia anche solo di soffrire; fare attenzione a quell'attesa nuda di ciò che deve venire al Mondo, come in Cielo cosi' in Terra.

17. Lavorare con le proprie mani, dedicarsi alle faccende domestiche, al cucito, ai mestieri manuali, al fai-da-te. Mettere a tacere la radio e anche tutto il tuo baccano interiore; ascoltare ciò che parla senza parole, mentre le mani si mantengono occupate e, cosi facendo, occupano la superficie dell'Anima. Oppure: guidare l'auto completamente rilassati, ma attenti e cortesi, mentre il pensiero vaga libero e va a maturare Altrove.



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Tradotto liberamente dal testo originale in lingua francese


"17 manières de prier sans en avoir l’air"

Maurice BELLET – Cahiers pour croire aujourd’hui. Novembre 1993. n° 131.


 

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