Tarocchi psicomagici: l'Appeso. Il dono di sé.

L'Appeso è l'Arcano Maggiore n°12 del Tarot. La lama rappresenta un giovane vestito secondo la tradizione medievale che appare capovolto, appeso per una caviglia al ramo di un albero. Ha una gamba piegata dietro l'altra e i polsi dietro la schiena, forse legati. L'espressione del suo volto è serena e rilassata. L'Appeso sembra quasi fare un passo di danza.


Come l’Arcano II, la Papessa - suo corrispettivo nella seria decimale - anche l’Appeso indica uno stato di attesa, di accumulazione, di stasi e gestazione. Come la Papessa, anche l'Appeso è scartato via, allontanato dal mondo degli umani.


In questo percorso iniziatico che è il Tarot, si capisce bene che a partire dall'Arcano XI la Forza, tutti i numeri vanno compiendo una discesa verso le forze originali, verso la fonte di tutte le cose, gli abissi del nostro inconscio.


L'Appeso obbedisce a questa discesa, la prende proprio alla lettera, ecco perché lo troviamo a testa in giù, mentre le ciocche dei suo capelli toccano terra, quasi a voler sprofondare nel suolo fecondo e mettere su radici.

Questa immagine fa pensare al mito di Antea, il gigante che recuperava le sue forze ogni volta che toccava terra, oppure alla posizione degli yogi piegati a testa in giù sui loro avambracci, per una maggiore concentrazione intellettuale.


Se la Papessa cova, l'Appeso è covato. Entra nella gestazione di se stesso, per far nascere una nuova versione di sè: sospeso tra cielo e terra, mantenuto nel mondo degli uomini dalla corda che lo sospende, quasi un cordone ombe