[VIDEO] Tarocchi e Vaticano, le "arcane" letture di Giovanni Paolo II

Aggiornato il: ago 10

1988, Città del Vaticano. Un giornalista del quotidiano tedesco Weltbild fotografa l'allora pontefice Giovanni Paolo II seduto al suo tavolo di lavoro. Sulla scrivania, a gran sorpresa di tutti, appare un misterioso libro dedicato ai Tarocchi... Che ci fa un Papa con un libro simile? In questo video vi svelo l'Arcano!

Chi si è già addentrato nello studio del Tarot avrà sicuramente raccolto un bel po' di aneddoti curiosi su questo magnifico strumento... Nel corso della storia, i tarocchi sono stati spesso e volentieri al centro di fatti misteriosi, alcuni degni di un vero e proprio thriller esoterico...


L’aneddoto di cui vi parlo in questo video, ad esempio, ha suscitato un bel po’ di clamore proprio in Vaticano ed ha come protagonisti Papa Giovanni Paolo II, un anonimo erudita russo di inizi Novecento e il più controverso del teologi nel nostro tempo, Hans Urs von Balthasar.


Papa Giovanni Paolo II, l'arcano Pontefice

Siamo alla fine degli anni ’80, quando un giornalista del quotidiano tedesco Die Weltbilt pubblica un articolo su Giovanni Paolo II, corredato da una foto “incriminante”...

In questa foto vediamo il Papa seduto al suo tavolo di lavoro e, in primo piano, tra i libri poggiati sulla scrivania, appaiono due grossi volumi dal titolo Die großen Arcana des Tarot, gli Arcani maggiori dei tarocchi. Strano vero?


Valentin Tomberg, l'anonimo ermetista

Il libro sulla scrivania di Papa Giovanni Paolo II è la versione tedesca delle"MEDITAZIONI SUI TAROCCHI, un viaggio nell'Ermetismo cristiano", un'opera poderosa realizzata da Valentin Tomberg, ma pubblicata postuma e anonima per volontà dello stesso autore.


Questa l'epigrafe con cui Tomberg "apre" le sue meditazioni:

Caro amico sconosciuto, dall’oltretomba, il tuo amico ti saluta.

Molti delle riflessioni di questo libro sono riservate al rapporto tra scienza e fede.


Dice il Maestro: In verità vi dico: se avrete fede anche quanto un granello di senape e direte a questo monte: ‘spostati di qui a lì’, esso si sposterà; nulla sarà a voi impossibile”. La scienza risponde: “Si prende un granello di idrogeno, se ne fa uscire l’energia lì racchiusa e si riduce la montagna in polvere.” … la fede che può muovere una montagna deve essere uguale a quella che l’ha formata. La fede che può muovere la montagna non può essere un’opinione intellettuale o un sentimento personale…: deve essere la risultante dell’unione dell’essere umano che pensa, sente e desidera, con l’essere cosmico, con Dio. La fede che può muovere le montagne è dunque l’unione completa- anche per un solo istante- dell’uomo e di Dio…. La fede alla quale ‘nulla è impossibile’ è lo stato dell’anima in cui ‘Dio agisce e anche l’anima agisce’… l’illusione perciò non può generare la fede”.


Per Tomberg la scienza non è nient'altro che la mente umana, frutto di una sola sostanza –materiale – che, attraverso l'esperienza dei suoi stessi errori, è giunta a comprendere il Mondo, e per questo s'indentifica in una missione universale e civilizzatrice.


Hans Urs von Balthasar, teologo della Ragione

Germanista, filosofo, musicista, grande amante di Mozart, Hans Urs von Balthasar è considerato tra i più influenti teologi del nostro tempo, la cui vasta opera fu tuttavia al centro di numerose polemiche.


Di lui, l'Osservatore Romano scrive :


[von Balthasar] ebbe lo sguardo lungo, ma insieme fisso su quel microcosmo che è la persona umana e la sua intelligenza, lamentando la realtà in cui viveva.
«Non si vuol credere se non a ciò che si comprende con la propria umana sapienza, a ciò che rientra nelle proprie categorie anche le più sublimi: ciò che le oltrepassa, la sapienza di Dio, appare irrazionale».

Proprio prendendo la mosse da una falsa ragionevolezza, von Balthasar non esita ad affermare che:


«Oggi non c’è più una persona ragionevole che preghi; l’era della contemplazione è passata, ora c’è l’azione: l’uomo non assume soltanto l’amministrazione del suo mondo, ma anche di se stesso, e fa di sé ciò che vuole».

Hans Urs von Balthasar curo' , tra le tante cose, anche la prefazione del libro "Meditazioni sui Tarocchi" e mori' il 26 giugno 1988 - lo stesso anno in cui venne pubblicato l'articolo su Giovanni Paolo II - appena due giorni prima del concistoro che l'avrebbe reso cardinale...

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