• Elisabetta Giuliani

Shinrin-yoku, fai un bagno di foresta

Aggiornato il: giu 8

Lo Shinrin-yoku, letteralmente "bagno di foresta" è una pratica medica molto diffusa in Giappone. Questa medicina dei boschi ci invita a riavvicinarci alla Natura, alla sua armonia, per riconnetterci con una delle nostre più grandi qualità: la capacità di autoguarirci.


La foresta è un luogo sacro. Lo è perché ci meraviglia incessantemente, offrendoci doni in abbondanza e invitandoci a scoprire i suoi segreti...


L'arte del "bagno di foresta" consiste proprio in questo: tornare a legarsi in modo autentico al regno animale, minerale e vegetale presente nelle foreste, attraverso la mediazione dei nostri sensi.


In Giappone, lo Shinrin-yoku è un ramo importante della scienza medica, uno strumento dolce di guarigione per ritrovare armonia, salute e felicità. Diversi studi* hanno, infatti, dimostrato che passare alcune ore in un ambiente con una grande concentrazione di alberi provochi un aumento della funzione immunitaria. Tutto merito dei cosiddetti fitoncidi, una sorta di oli essenziali rilasciati dagli alberi per proteggersi dal marciume e dagli insetti.


Ho testato anch'io questa pratica ancestrale, in un clima particolarmente teso e debilitato che è quello delle nostre società post-confinamento da COVID19.


E' stata la foresta di Fontainebleau, a pochi chilometri da Parigi, ad accogliere i miei primi passi incerti... poiché le regole dello Shinrin-yoku sono semplici, ma parlano chiaro:


Una volta entrato/a in foresta, passeggia lentamente e senza meta per almeno due ore;
Lascia che la Natura scivoli in te prima dalle orecchie, poi dagli occhi, poi dal naso e dalla bocca. Poi dai piedi.
Ascolta il canto degli uccelli e il rumore sordo della brezza tra le foglie degli alberi;
Osserva le varie tonalità di verde che incontri lungo il cammino; considera i giochi dei raggi del sole attraverso i rami;
Senti il profumo di ogni elemento vivente; respira a pieni polmoni queste sostanze aromaterapeutiche naturali;
Assapora la freschezza dell'aria, gustala con calma;
Tocca la scorza degli alberi, sdraiati per terra, immergi mani e piedi in un ruscello;
Lasciati pervadere da un senso di calma e di gioia. Adesso sei connesso/a con la Natura.

Trova il posto che fa per te


Perché lo Shinrin-yoku sia davvero efficace e produca i benefici tanto attesi è importante trovare il luogo ideale. Non esiste una legge universale per questo, né una soluzione valida per tutti... Si tratta di un'esperienza molto soggettiva: più il luogo si allinea alla nostra natura profonda, più i sensi si accendono al suo richiamo.


Alcune persone amano, ad esempio, sentire l'odore dell'erba bagnata, altre preferiscono camminare a piedi nudi su un terreno asciutto, soffice e sabbioso, altre ancora si rilassano profondamente con i rumori della natura, come il verso degli scoiattoli o il cinguettìo degli uccelli... Io, ad esempio, ho impiegato ben cinque giorni prima di trovare il mio personalissimo pezzetto di foresta.


Ho capito, a forza di girovagare, che ogni cosa dentro di me cercava l'acqua e il suo scrosciare, lo specchio che fa al cielo, l'aspetto mutevole dei suoi paesaggi col trascorrere delle ore.


Ho trovato questo posto magico a circa due ore di cammino dal mio punto di partenza, a ridosso di una riviera chiamata Loing, un affluente della Senna.


Da quel momento, ho iniziato davvero a sperimentare gli effetti positivi dello Shinrin-yoku, ritornando in questo luogo più volte e in diversi momenti della giornata...


Misteri delle foreste

La foresta è un luogo sacro anche perché è molto misteriosa. Al centro dei suoi misteri ci sono proprio gli alberi, signori indiscussi di questi mondi fatati.


Nel suo bestseller "La vita segreta degli alberi", Peter Wohlleben scrive :


Gli alberi sono degli elefanti verdi. Hanno una memoria e sono capaci di imparare cose nuove.

Ad esempio, per sincronizzarsi con l'arrivo della primavera e quindi "scegliere" il momento più opportuno per far spuntare le foglie, gli alberi contano i giorni di caldo primaverile. Allo stesso modo, dopo un periodo di forte siccità estiva, cambiano il loro modo di immagazinare l'acqua prima dell'estate successiva, in modo da prepararsi ad una nuova eventuale emergenza.


In altre parole, gli alberi hanno memoria delle loro esperienze passate. Dove sia conservata questa memoria e in che modo essa funzioni resta, tuttavia, un gran mistero...


Non a caso l'autore definisce gli alberi degli elefanti verdi : come questi simpatici pachidermi, anche gli alberi sono degli esseri viventi complessi, estremamente lenti, quasi immobili, che si prendono cura di loro stessi e del loro gruppo sociale, condividendo le loro emozioni.

La foresta è un luogo di emozioni, di risveglio sensuale. Anche questo fa parte della "terapia". Vi è già capitato di trovarvi un giorno nei boschi, sotto la pioggia d'estate?


Clicca sull'immagine

e buon ascolto!

* Q. Li, Effect of forest bathing trips on human immune function, in Environ Health Prev Med, vol. 15, n. 1, 2010, pp. 9-17.


Continua il Viaggio nella tua natura profonda.

Leggi Ouroboros, confessioni di Fiamma Gemella



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