La teoria del cigno nero, o come sfruttare al meglio la tua ignoranza

Scopri perché restare fedele alle tue convinzioni può portare nella tua vita spiacevoli sorprese.


Ex trader convertito alla scrittura di saggi filosofici, Nassim Nicholas Taleb è l'autore de "Il Cigno nero. Come l'improbabile governa la nostra vita", un libro pubblicato nel 2007 che investiga il modo in cui noi percepiamo il "caso" e riflette sui limiti dell'uomo nel fare previsioni.


Tradotto in 32 lingue, il best-seller dell'autore libanese è descritto dal Times di Londra come uno dei 12 libri più influenti dalla seconda guerra mondiale. La sua indagine esplora non soltanto la natura degli eventi che noi riteniamo "casuali", ma anche le insidie ​​logiche che ci impediscono di vedere quelli che Nassim Nicholas Taleb chiama i cigni neri.


Il "Cigno Nero", ovvero l'evento apparentemente improbabile.

Le tue credenze, le convinzioni che porti su te stesso e sulle cose, possono bloccarti in un atteggiamento dannoso. Una volta che ci siamo fatti un'idea ben precisa su come funziona il mondo, tendiamo infatti a rimanerne aggrappati.


Ed è proprio questo "dogmatismo", questa cieca fedeltà nei confronti delle nostre stesse credenze, che ci riserva le più grandi sorprese. Ci meravigliamo e siamo letteralmente sconvolti dagli eventi non perché questi siano casuali, dettati da un'assurrda fatalità, ma perché la nostra prospettiva, la nostra visione di partenza sono troppo ristrette.


Un esempio concreto? Il Vecchio Mondo - ovvero l'Europa prima delle campagne coloniali - era convinto che tutti i cigni fossero bianchi. La scoperta dell'Australia e della sua insolita fauna, composta anche da cigni neri, ha evidenziato la fragilità del sapere e ha messo in luce i limiti delle conoscenze scientifiche del tempo.


Cosi, per analogia, l'autore parla di cigni neri riferendosi a tutte quelle cose che pensavamo impossibili e che, una volta vissute, contribuiscono a ridefinire la nostra comprensione del mondo.


Un cigno nero ha le seguenti caratteristiche:


  1. Si tratta di un'aberrazione, un'anomalia.

  2. Il suo impatto è estremamente forte.

  3. Si puo' prevedere e analizzare solo in modo retroattivo, e mai prospettico.


Quando si verifica, il cigno nero ha sempre un profondo impatto sulle nostre vite, poiché dà un profondo scossone allo stesso impianto delle società globali, da un punto di vista economico, politico, scientifico, giuridico e culturale.


 

Mai dire mai.

L'effetto di un cigno nero non è lo stesso per tutti noi. Alcuni ne sono estremamente toccati, altri a malapena. Tale impatto sulle vite del singolo puo' essere, quindi, sia positivo che negativo.


La forza di un cigno nero e i suoi effetti, poi, sono inversamente proporzionale al tuo accesso a informazione vere e pertinenti. Più ne raccogli e analizzi, meno probabilità hai di essere colpito negativamente da un cigno nero.


Detto altrimenti, più sei "ignorante", più ti esponi al rischio.

 

La cattiva abitudine di riferirsi al passato.

Noi tendiamo a credere che il passato sia sempre una buona indicazione per il futuro, il che è un errore. Riferirsi unicamente all'esperienze passate - individuali e collettive - non ci permette di valutare la situazione nel suo insieme e nelle sue potenzialità: cosi facendo, noi tralasciamo troppi fattori sconosciuti, troppe variabili, che potrebbero un giorno giocare a nostro svantaggio.


Facciamo un esempio. Immagina di essere un tacchino che vive in una fattoria. Per mille giorni, un contadino ti ha nutrito, ti ha lasciato vagare libero nel cortile e ti ha fornito un posto dove riposare. Usando il "passato" come guida, non c'è motivo di pensare che il tuo domani possa essere diverso dal tuo oggi.


Ahimè, domani è Natale! Sei decapitato, riempito di spezie, gettato in un forno e divorato dal tuo stesso benefattore.


Ricordati, quindi, di mettere in discussione il tuo passato.

Un altro tipo di errore che facciamo, spesso e volentieri a livello inconscio, è quello di "selezionare" unicamente le informazioni, i fatti e le persone che confermano le nostre credenze. Ne parlo in modo approfondito nel mio video "Medusa, o la distorsione cognitiva": uno dei meccanismi più perversi della guerra tra informazione e fake news è proprio quello di giocare sui nostri limiti cognitivi. Spesso, infatti, noi cerchiamo informazioni che rafforzi le nostre idee di base e ignoriamo qualsiasi prova che le contraddicano.


Quando ti imbatti in informazioni che vanno contro ciò in cui credi, è poco probabile che tu decida di accettarle, figuriamoci di studiarle ulteriormente. Questo tipo di comportamento fa parte della nostra natura umana.


Nessuno ama contraddirsi.


Ci fidiamo troppo di ciò che pensiamo di sapere.

Ognuno di noi tiene a mettersi al riparo, a proteggersi dal "male". Sfortunatamente, diamo troppa fiducia alle nostre convinzioni; a ciò che riteniamo come un possibile rischio da cui dobbiamo proteggerci.


Questo si chiama errore ludico: tendiamo a gestire il rischio come faremmo in un "gioco", con un insieme di regole e probabilità che possiamo determinare prima di iniziare la partita.


In realtà, il cigno nero ci insegna che, come il giocatore di poker, l'unica cosa che possiamo dare per certa è che non sappiamo assolutamente nulla.


Sai di non sapere.

Ciò che ignoriamo è molto più grande di ciò che conosciamo. Se riesci a determinare cosa sai e cosa non sai, allora sarai in grado di ridurre significativamente il tuo rischio. Questo fanno i bravi giocatori di poker: conoscono le regole del gioco e tengono in conto la probabilità che i loro avversari abbiano carte migliori.


Sono anche consapevoli del fatto che ci sono informazioni rilevanti che non possono sapere in anticipo, come la strategia degli altri giocatori e la loro capacità di sopportare di perdere.


Conoscere queste incognite contribuisce a una strategia che non si concentra solo sulle proprie mappe, ma consente anche loro di effettuare una valutazione del rischio molto più informata.


Conoscere queste incognite permette di costruire una strategia che non si concentra solo sulle carte che si hanno in mano, ma effettua in itinere una valutazione del rischio molto più informata.


 

Identificare i nostri limiti può aiutarci a fare scelte migliori.

La migliore difesa contro queste trappole cognitive è quindi una buona comprensione degli strumenti che usiamo per fare previsioni, e dei loro limiti. Pertanto, attenzione anche ai "perché" e ai "percome" degli esperti...


È umano cercare relazioni causali tra gli eventi, lo facciamo per dare un senso a questo mondo complesso. Ma linearità e causalità sono un'illusione, non possono essere i soli parametri utili per interpretare il "Mistero" della vita.


Ecco perché Taleb è molto diffidente nei confronti di esperti, tecnici e comitati scientifici che impongono una semplificazione del mondo a forza di categorizzare, tirare statistiche "medie" e limitare la realtà a pochi schemi.


Il "Cigno Nero" invita, invece, a considerare una serie di possibilità piuttosto che essere legati a un'unica visione. Nessuno puo' trionfare sul caso, perché ci saranno sempre variabili che sfuggono. E questa la sola certezza.




 

Non un nesso di causa-effetto, ma di scopo.

Qual è il tuo scopo nella vita? Sai interpretare i "segni" che arrivano?

Guarda il video.





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