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Gli incantesimi dei Jinn, un viaggio nell’Oriente magico

Giovane fotografa di origine marocchina, Btihal Remli è l’autrice di un progetto molto particolare, The Djinn Diaries. I diari dei Jinn. Si tratta di un’indagine tutta personale che l’artista ha condotto dal 2017 a oggi, un “racconto visivo” sulle pratiche magiche e i rituali legati alla stregoneria in Marocco. L’obiettivo? Uscire da un certo orientalismo edulcorato, fatto di clichés e falsi miti, per indagare una parte più oscura e segreta della questione identitaria, quella legata all’Invisibile e alle sue ombre. L’altro volto, insomma, di un’eredità culturale di cui tutti parlano, ma che pochi osano mostrare…



L’Oriente arabo e spirituale non è solo Islam, e non è solo Sufismo.


Nell’intermezzo abitano maghi, streghe, rituali e incantesimi. Abitano i Jinn.

In un precedente articolo abbiamo fatto un rapido viaggio nella tradizione magica della cultura ebraica proprio grazie a una mostra che si è tenuta a Parigi. Magia & Cabala. Angeli e demoni nella tradizione ebraica. Qualche anno dopo, è sempre una mostra a Parigi, questa volta tenutasi all’Istituto del Mondo Arabo, a ispirare questo nuovo viaggio sulle culture magiche del Mediterraneo.


The “Djinn Diaries” è infatti un lavoro documentario e fotografico destinato a immortalare per sempre i mondi del Jinn. Spiriti soprannaturali, scaturiti da un “fuoco senza fumo” – è così che vengono descritti nel Corano –, queste creature magiche vivono in mezzo a noi, ma sono invisibili all’occhio umano.


Secondo le antiche credenze, solo maghi e streghe possono scorgerli, ma solo dopo aver colorato i loro occhi con un miscuglio a base di khol e… pupilla di gatto!


È stato proprio questo insolito dettaglio – racconta l’artista – a ispirare l'intero progetto. Btihal Remli si trovava infatti in visita a Sidi Chamharouch, un luogo conosciuto come il villaggio del Re dei Jinn, nell’Alto Atlante marocchino.



È lì che Btihal Remli ha visto per la prima volta tanti di quei gatti senza occhi, un fenomeno assai curioso, nonché inquietante, che l’ha spinta a investigare più da vicino…


Inizia così il viaggio iniziatico di Btihal Remli attraverso le dodici regioni del Marocco per incontrare una serie di personaggi che lavorano, per così dire, a stretto con i Jinn: erboristi, chiaroveggenti, guaritori, posseduti e studiosi.


Da questi incontri nasce la serie intitolata Le Ricette dei Djinn, in cui l'artista raccoglie e cataloga decine di ricette e incantesimi a base di estratti di minerali, piante, conchiglie, spezie o animali noti per i loro poteri magici, in grado di favorire la fertilità, la salute, l'amore.... o anche di fare qualche brutto scherzetto a qualcuno!


E' cosi che l'artista racconta il suo progetto:


Il mio obiettivo, a proposito del Marocco magico, è mostrare una sfaccettatura di cui tutti parlano, ma che nessuno osa mettere in evidenza...
È un Marocco fatto di Djinn, di streghe e marabout. Ricco di preghiere, rituali, caratterizzato da facce ruvide, paesaggi lunari e tradizioni segrete. Un paese, che profuma di incenso, di candele, che si aggrappa ad antiche credenze per sanare le sue ferite, per trovare l'amore, per riguadagnare il potere perduto, per proteggersi dal male.

I diari dei Jinn

Le immagini che seguono sono estratte dal progetto di Btihal Remli, The Djinn Diaries. Scopri ingredienti e ricette per realizzare alcuni di questi rituali magici. Efficienti e potentissimi. Parola di Jinn.


Ricetta n° 1 : Per non divorziare

© Btihal Remli - Not get divorced


Ricetta n°2 : Per riuscire a sposarsi

© Btihal Remli - Get married


Ricetta n°3 - Per purificare mente e corpo

© Btihal Remli - Clean your body and mind


Ricetta n° 4. Per guarire da una possessione

© Btihal Remli - Cure possession



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